CHO OYU Expedition...2009
CHO OYU Expedition...2009


Dopo la “falsa partenza” dello scorso anno l’umore e l’entusiasmo pre-spedizione sono totalmente “congelati”.
Sarà per scaramanzia o forse per timore di rivivere quel brutto momento, una vera e propria doccia fredda, qual è stato il dover rinunciare forzatamente ed inaspettatamente a causa di vari disordini in quelle zone legati alle Olimpiadi di Pechino 2008.
Comunque sia, quest’anno la famigerata partenza la sto quasi “difendendo e proteggendo” a più non posso, quasi fosse un cucciolo da coccolare e seguire passo passo!
Pareva impossibile poter rimandare tutto di un anno … per le varie problematiche legate al lavoro, al continuo allenamento, ma soprattutto al mantenere sempre la testa concentrata quasi esclusivamente su questo progetto: tentare la scalata al Cho Oyu -8201 m- con l’intenzione di ridiscenderlo in snowboard!
Beh, chi sa di cosa sto scrivendo probabilmente penserà (a ragione!) che è un sogno talmente complicato da realizzare che forse ancor oggi non mi rendo bene conto di ciò che mi aspetta …


Infatti sarà la mia prima esperienza in Himalaya, a quote che sfiorano l’inimmaginabile per noi “alpinisti della domenica”.
Comunque sia il tempo è trascorso e le nuove immancabili difficoltà han rinforzato quasi per assurdo la mia voglia di crederci ancora!
Ci saranno molti altri che come me si troveranno al battesimo con un 8.000, ma ci saranno anche molti professionisti della montagna, team ben organizzati, esperti ed alcuni nomi molto noti dell’alpinismo internazionale.
Sono inoltre a conoscenza che saremo ben due italiani a tentare, quasi in simultanea, la discesa integrale con lo snowboard (impresa che l’altro ragazzo italiano- che è un atleta professionista e sarà in compagnia di grandi alpinisti! - ha appunto già tentato più volte, senza però riuscirci). Al momento ancora nessun altro nostro connazionale è sceso in snowboard da uno dei 14 ottomila.
Dal Cho Oyu, le discese in snowboard ufficialmente registrate sono: quella del mitico ed indimenticabile Marco Siffredi (francese) scomparso poi purtroppo sull’Everest nel 2002, durante la sua 2^ ed irripetibile discesa; e quella di un ragazzo spagnolo di cui non ricordo il nome e che pare fosse riuscito a scenderlo integralmente, senza però testimonianze certe. E poi … chissà … forse qualcun altro rimasto però sconosciuto!

Dalle vette Himalayane sono state ben poche le discese in sci o in snowboard, sono una cosa un po’ al di fuori dalle spedizioni tradizionali, primo: per la fatica incredibile del trasportarsi gli attrezzi, secondo: per le difficoltà più o meno “estreme” che si possono incontrare nelle discese … a quote simili è faticoso anche solo il riposare in tenda!
Una cosa mi è certa: è talmente improbabile e difficile conquistare la 6^ vetta al mondo in ordine di altezza senza l’utilizzo dell’ossigeno (come tenteremo di fare noi), che pensare già alla discesa mi pare un po’ troppo da “sbruffoni” , ancor più se ci penso ora, che sono comodamente a casa, di fronte al PC, con gli infradito e 30° in salotto …
Quindi bando alle ciance e ai grossi sogni e torniamo con i piedi per terra!

Mancano una ventina di giorni alla partenza, domani consegnerò a Cesare i bidoni e la sacca della tavola, che partiranno con anticipo via cargo, poi dedicherò il poco tempo rimasto a fare ancora le migliaia di cose che bisogna sbrigare prima di partire per una simile spedizione.
Quest’anno l’obbiettivo è identico a quello dell’anno scorso ma il programma è stato del tutto rinnovato.
Non sarò più con Ivan (amico e guida alpina russa), ma con sei italiani, che ancora non conosco.
L’agenzia con la quale ci siamo accordati è Mountain Kingdom di Milano e il capo-spedizione sarà appunto Cesare Bianchi, guida alpina e titolare dell’agenzia stessa.
A dirla tutta avrei dovuto combinare con Lapka, ragazzo nepalese che lavora ormai da anni al Rifugio Quintino Sella, il quale gestisce anche un’agenzia a Katmandu, ma poi, il gruppo di “saluzzesi” inizialmente interessati alla cosa, non si è deciso, così con un po’ di fortuna e grazie al web sono venuto a conoscenza che la Mountain Kingdom stava programmando proprio la spedizione autunnale al Cho Oyu, ed ecco fatto!
Mi auguro che il nuovo gruppo riuscirà ad amalgamarsi nei migliore dei modi per condividere tutti insieme questo battesimo con gli 8.000, esperienza che credo e spero indimenticabile, in qualsiasi modo si evolverà la spedizione.
Di seguito allego il programma di massima e ricordo agli amici e ai curiosi che tramite il blog sul mio sito
www.marcogalliano.it (realizzato da Flaz, GRAZIE !!) e grazie anche all’ insostituibile Mattia, che (come sempre armato di pazienza e molta passione) sarà possibile seguire la spedizione con aggiornamenti auspicati molto frequenti.
Mattia inoltre sarà l’addetto stampa ufficiale per “La Gazzetta di Saluzzo”.
Credo di aver detto tutto, forse troppo, ora voglio soltanto salutare tutti gli amici, la mia famiglia e tutti coloro che mi hanno ‘sopportato’ e spronato in questo lungo anno di preparativi.
Avrei ancora molti ringraziamenti: per tutti quelli che in un modo o nell’altro mi sono stati vicini, mi hanno consigliato o preparato e per le molte aziende che hanno collaborato a questo progetto, ma per questo ci sarà senz’altro tempo dopo...SE RIUSCIRO' ALMENO AD USCIRE DALLA TENDA DEL CAMPO BASE !!!


A presto
Marco
NB: se mi invierete messaggi dal blog saranno sicuramente graditi !

 Programma


1° giorno
Volo Milano - Kathmandu
2° giorno
Arrivo a Kathmandu. Trasferimento in hotel. Mezza giornata a disposizione
3° giorno
Visita di Kathmandu e dintorni. Ultimi preparativi e acquisti
4° giorno
Trasferimento in bus da Kathmandu a Khodari e Zhangmu, frontiera nepalo-tibetana. Sistemazione in hotel
5° giorno
Trasferimento in jeep a Nyalam 3600m e sistemazione in lodge; mezza giornata a disposizione per escursione di acclimatazione
6° giorno
Giornata di acclimatazione a Nyalam; escursione fino a circa 4600m
7° giorno
Trasferimento in jeep a Old Tingri 4300m e sistemazione in lodge; passo a 5200 metri
8° giorno
Trasferimento in jeep al Chinese Base Camp 4900m. Sistemazione in tenda
9° e 10° giorno
Giornate di acclimatazione e riposo al Chinese Base Camp con escursione fino a circa 5800 metri
11° e 12° giorno
Trekking fino al campo base (ABC) a 5700 metri circa
13° - 38° giorno
Giornate a disposizione per l’acclimatazione e la salita con la posa di 3 campi: c1 6.400 m. c2 7.000 m. c3 7400 m.
39° giorno,
Trekking fino al Chinese Base Camp e trasferimento in jeep a Old Tingri. Sistemazione in lodge
40° giorno
Trasferimento in minibus a Kathmandu. Sistemazione in hotel
41° giorno
Kathmandu - giornata a disposizione
42° giorno
Volo Kathmandu – Milano e arrivo in serata a Milano

 

 

 

Himalaya Snowboard Expedition 2008

Cho Oyu 8.201 m.

Questo progetto è nato molto tempo fa, ma la partenza si avvicina e mi accorgo però che il tempo a disposizione non è mai abbastanza. Ci sono ancora mille cose da fare:
la preparazione fisica ancora da ottimizzare (causa ennesimo infortunio al ginocchio) il programma da definire ed infine un po’ di “maledettissimi Euro” da risparmiare…indispensabili per questa nuova avventura!
Credo che una spedizione himalayana con il fine di scalare uno dei 14 Ottomila della terra sia proprio il sogno di ogni alpinista!
Ed io a volte sogno realmente ad occhi aperti il mio incontro con la sesta montagna al mondo in ordine di altezza; altre, invece, mi preoccupo pensando a ciò che mi spetterà una volta giunto al Campo base del gigante tibetano (8.201 m.) che è conosciuto come Cho Oyu, ma localmente anche come la “Dea Turchese”…che nome gentile…chissà che cosa mi riserverà.
Sicuramente emozioni indescrivibili, certamente così forti da spingermi con determinazione in questa nuova avventura, dove uno sport dalle antiche tradizioni quale l’alpinismo sposa una disciplina “giovane” come lo snowboard.
Non dimentico infatti di non essere propriamente un alpinista, quindi mi capita spesso di pensare che questo in fondo sia un sogno un po’ fuori dalle righe, ma sono così attratto dalla Montagna e *dal mio “credo” nel viverla con la mentalità trasversale che contraddistingue il nostro piccolo mondo di snowboarder-alpinisti *che non potrò assolutamente fare a meno anche in questa occasione di cercare di prendere il meglio da entrambi  i mondi!

Forse è anche per questo che aziende importanti (quali Accapi, Bailo, Custom Made Snowboards, Ferrino, Rip Curl e Kayland) hanno accolto con entusiasmo il mio ambizioso progetto, fornendomi il materiale  tecnico necessario e di ciò non posso che esser loro grato e riconoscente.
Quel che però mi rende più orgoglioso è la fiducia dimostratami dal C.A.I. “Monviso Sez. di Saluzzo” che ha concesso il patrocinio all’HIMALAYA SNOWBOARD EXPEDITION”.
Allo stesso modo ma ancora in fase di definizione l’accordo con la Regione Piemonte (la quale parteciperà forse anche con un contributo finanziario) e con il Comune di Saluzzo, che già aveva concesso patrocinio alla precedente spedizione al Muztagh-Ata.

Pur sicuro che la decisione di condividere questa spedizione con Ivan (guida alpina russa, conosciuto in altre esperienze simili) sia una scelta responsabile, sono ugualmente certo che le possibilità di pieno successo siano veramente minime.
Altre spedizioni italiane con un bagaglio tecnico ed un budget maggiore al nostro han già tentato più volte questa impresa, senza mai però riuscirci. Inoltre poiché ci andremo nel periodo post-monsonico le temperature saranno rigidissime, troveremo molta più neve e quindi maggiore sarà la fatica nel forarla durante la salita. Anche se questa abbondanza è comunque auspicabile, poiché altrimenti svanirebbe il mio umile tentativo di ridiscenderlo integralmente in snowboard (ad oggi ancora nessun italiano ha compiuto una discesa simile da un Ottomila).
Inoltre saremo entrambi al battesimo con gli Ottomila e l’intenzione è quella di raggiungere la vetta senza l’ausilio di bombole d’ossigeno e senza portatori.
Da non sottovalutare infine che, comunque vada, la discesa la faremo separati: Ivan infatti scenderà a piedi, io intanto cercherò di realizzare un sogno, anzi, IL sogno!